Il buon proprietario di una casa familiare, con l’arrivo della primavera, ispeziona accuratamente la propria abitazione. Per prima cosa gira intorno all’edificio e controlla se lungo il marciapiede e nelle parti inferiori delle pareti vi siano avvallamenti e sporgenze che indichino un aumento del flusso d’acqua a causa di danni alla fognatura e alle grondaie.

Oltre alla riparazione di queste concavità e sporgenze, bisogna riparare anche le condutture e le grondaie danneggiate, perché l’acqua scaverà ulteriori concavità (fig. 1, 1. parte). Va inoltre controllata la facciata. Se si notano danni e rigonfiamenti, è necessario intervenire con la riparazione. Ne abbiamo già scritto qui. Varie infiltrazioni indicano danni al tetto, alle grondaie e alla lattoneria, che occorre individuare e riparare (fig. 1,3,4 e 5. parte).

Il distacco dell’intonaco e varie altre macchie in cantina indicano, da un lato, danni alla rete idrica o alla fognatura e, dall’altro, è possibile che l’acqua sia penetrata attraverso la finestra della cantina. I problemi che si possono chiaramente individuare e che si verificano regolarmente a causa di un livello del terreno circostante mal sistemato, possono essere risolti dopo il deflusso dell’acqua (fig. 1,6. parte).

Negli abbaini occorre controllare che non siano riempiti di melma proveniente dalle precipitazioni invernali e di foglie. Inoltre, vanno controllati anche i tubi di scarico. Sul tetto occorre innanzitutto riparare i danni alla copertura. Parte di tali danni può essere risolta regolando le tegole dall’interno, perché dall’interno si può facilmente individuare in quale punto penetri la maggiore quantità di luce. Dove passa la luce solare, è molto probabile che passi anche la pioggia (acqua). Occorre inoltre controllare, attraverso le aperture di uscita sul tetto, lo stato del camino e della lattoneria. Prestare particolare attenzione al camino - se presenti crepe, deformazioni e distacchi di mattoni (fig. 1, 2. parte). Tali danni vanno riparati immediatamente con malta cementizia, per prevenire un eventuale incendio. La riparazione della malta e dell’isolamento può essere eseguita da una persona non specialista, ma la riparazione delle parti portanti degli edifici può essere eseguita solo da uno specialista. Negli edifici - così come nel corpo umano, nelle ali degli aeroplani o nella radice degli alberi - esistono parti importanti, portanti, così come elementi di collegamento meno importanti. Con il danneggiamento della colonna vertebrale, del principale sostegno dell’ala, o con l’allungamento del caricato

della radice di un albero sradicato, può crollare, rovesciarsi, precipitare tutto il meccanismo. Le principali parti portanti dell’edificio sono le pareti principali sulle quali poggiano il tetto o i piani superiori, i traversi sopra porte e finestre, nonché le travi portanti della struttura del tetto. Oggi possiamo spesso vedere che anche negli edifici nuovi viene realizzato per prima la struttura portante in cemento armato e solo successivamente vengono posate pareti, porte, finestre e gli altri elementi.

Che cosa causa gli errori?

La posizione, la distribuzione, il dimensionamento nonché il modo di installazione delle strutture portanti sono determinati dai tecnici edili sulla base delle regole della scienza della resistenza dei materiali, nonché in base a calcoli approfonditi. Negli edifici progettati correttamente e realizzati a regola d’arte, questi elementi non possono guastarsi, perché il loro danneggiamento porterebbe al crollo dell’intero edificio o a danni molto gravi. Tuttavia, ancora oggi molti edifici residenziali, e in particolare molte case per vacanze, vengono costruiti in modo non professionale. Il risultato è che in seguito si verificano danni proprio alla struttura portante. Le ragioni possono essere le seguenti:

  1. Le fondamenta dell’edificio non sono state eseguite correttamente e, a causa del peso dell’edificio, il terreno cede e i muri portanti si assestano.
  2. Durante la costruzione non sono stati utilizzati materiali di resistenza adeguata oppure i materiali sono stati installati in modo non professionale.
  3. Alcuni elementi non sono dimensionati in modo adeguato, ad es. le travi sopra le finestre, oppure non sono stati installati elementi con le qualità e le dimensioni prescritte.
  4. Gli elementi incorporati sono di qualità prescritta e di adeguata resistenza e dimensioni, ma il numero degli elementi incorporati è insufficiente. Ad esempio, le travi portanti del tetto sono posizionate a distanze maggiori di quelle consentite.
  5. Alcuni elementi, per un eccessivo orientamento alla sicurezza, sono dimensionati con un grande peso proprio, ad es. su pareti sottili in laterizio viene collocato un pesante tetto in calcestruzzo.
  6. La resistenza delle strutture portanti, a causa di vari influssi nel tempo, si è pericolosamente ridotta. Ad esempio è comparsa corrosione. sugli elementi in calcestruzzo armato o sulle travi d’acciaio. Marcescenza delle travi di legno o gelività dei mattoni.

Naturalmente, queste influenze e questi errori possono presentarsi anche contemporaneamente.

danni alle pareti 1

Compito più importante

Gli errori e i danni delle strutture portanti li notiamo di solito quando compaiono già alcuni segni di tali danni: il pavimento è ceduto, il muro è fessurato o inclinato, compare un abbassamento nella trave e nel tetto, la finestra è bloccata, la ruggine cade dal supporto in acciaio, ecc. Spesso varie fessurazioni nelle travi e nei supporti o vibrazioni dei pavimenti o delle pareti ci avvertono della presenza di difetti.

Se abbiamo individuato un errore, bisogna chiedere il parere di uno strutturista - un ingegnere che individuerà con responsabilità la causa del danneggiamento e ci darà consigli sulle misure provvisorie necessarie (puntellamento e simili) nonché sulla soluzione definitiva. Se sospettiamo soltanto che si sia verificato un errore, cioè non ne siamo certi, dobbiamo applicare

fissare una striscia di carta tesa sulle crepe o sugli avvallamenti. La striscia di carta si romperà immediatamente se vi è un ulteriore avanzamento delle crepe o degli avvallamenti e in tal modo ci avviserà del pericolo. Nel frattempo occorre chiamare uno specialista.

Ogni intervento non professionale e non autorizzato è severamente vietato ed è pericoloso per la vita! Un puntellamento non corretto o qualsiasi altro intervento non professionale può portare al crollo parziale o totale dell’opera.

Spesso, l’obiettivo di un intervento non è soltanto eliminare il difetto esistente, ma eseguire anche una ristrutturazione, la sopraelevazione di un ulteriore piano, la realizzazione di un mansarda su un edificio già esistente, la demolizione o la costruzione di un nuovo muro, l’allargamento di una porta o di tramezzi del sottotetto, ecc. Tutti questi lavori possono comportare sovraccarichi, una riduzione della capacità portante e un carico unilaterale degli elementi portanti dell’edificio. Perciò, per ogni ristrutturazione, anche la più piccola, è necessaria la relativa concessione edilizia, e i lavori possono essere eseguiti solo sulla base di un progetto approvato con un’impresa autorizzata. Pertanto, per questi lavori non possiamo dare alcun consiglio; anzi, avvertiamo che tali lavori non devono essere eseguiti senza uno specialista.

È bene sapere…

Naturalmente, è bene sapere come si possano eliminare temporaneamente i danni degli elementi portanti. Le pareti principali sono, di regola, quelle infossate nel terreno. Pertanto le pareti esterne dell’edificio, per i motivi sopra indicati, possono essere cedute, inclinate e su di esse possono essere osservate delle fessure (fig. 2, 1. parte). Le pareti degli edifici a un piano che siano inclinate verso l’esterno possono essere puntellate con travi. Per evitare che la trave si sposti, si realizza un “piede” al quale essa viene fissata oppure, se si tratta di travi di legno, il fissaggio viene eseguito con staffe da carpentiere. La trave deve essere robusta e abbastanza spessa e deve formare con l’orizzontale un angolo di almeno 20° e al massimo 40°. Sotto le travi, sulla parete, va collocata una tavola affinché il carico sia distribuito uniformemente sulla parete (fig. 2, 4. parte).

Le pareti inclinate verso l’esterno possiamo raddrizzarle anche in questo modo, inserendo attraverso fori praticati bulloni in acciaio con adeguate rondelle. Con questa soluzione, con la possibilità di regolare il tensionamento, si possono prevenire i crolli di due pareti poste contrapposte (fig. 2,5. parte).

Le modifiche ai muri portanti possono essere eseguite solo sulla base di progetti approvati. Indebolire un muro portante, ad esempio per ricavarvi un armadio, è severamente vietato. Occorre inoltre evitare il sovraccarico dei solai. I nuovi tramezzi possono essere realizzati solo dove il solaio è sufficientemente resistente o dove, a tal fine, esso venga appositamente rinforzato (fig. 2, 3. parte).

danni ai muri

I solai e i loro sostegni possono essere puntellati solo se in tal modo non sovraccarichiamo altri elementi. È scorretto, ad esempio, puntellare un sostegno del solaio in modo che il carico venga trasferito su un solo punto del pavimento (fig. 2, 2. parte). Il puntellamento della struttura di copertura, nel caso di deformazione dei suoi elementi dovuta a sovraccarico, è di solito difficile, perché il solaio del sottotetto in generale non può sopportare un carico aggiuntivo. Un simile errore può essere eliminato soltanto riducendo il carico della struttura di copertura. Se il tetto è sovraccarico nella zona centrale tra il colmo e la cornice di gronda, possiamo risolvere il problema togliendo le tegole e sistemandole vicino alla cornice di gronda, mentre l’apertura viene coperta temporaneamente con un telone o con un rivestimento in PVC (fig. 2, 6.›parte). Ma ripetiamo ancora il nostro consiglio: se notate danni agli elementi portanti, occorre rivolgersi subito a un esperto.