Casa familiare
Difficoltà iniziali della costruzione
Chi ha già acquisito sufficiente esperienza nei piccoli lavori edili come tuttofare in casa, si avvicinerà più facilmente alla costruzione di una casa familiare o di un appartamento. Qui non si intende che egli esegua personalmente la costruzione, poiché si tratta di un lavoro che richiede determinati specialisti. Ma è certamente utile che anche il >>committente<< sia informato su questi lavori e che, nelle cose più semplici, partecipi egli stesso, e eventualmente anche i membri della sua famiglia o gli amici. Qui si parlerà proprio della partecipazione nelle costruzioni »grandi«, cioè dei preparativi per la costruzione.
Per costruire è necessario innanzitutto assicurarsi il terreno. Non basta, prima dell’acquisto, soltanto «guardare» il terreno. Per garantire le migliori condizioni per il futuro edificio, è necessario acquisire informazioni su vari aspetti legati al terreno. È consigliabile consultare un esperto prima dell’acquisto. La posizione del terreno, il rilievo, la pendenza, la composizione e la natura del suolo, le condizioni del terreno, le direzioni dei venti, le dimensioni e la forma del lotto, la flora esistente sul terreno, la posizione e lo stato delle vie di accesso e dei servizi pubblici sono fattori molto importanti e incidono in modo decisivo sulla progettazione e sull’esecuzione dei lavori durante la costruzione. (Per esempio, un elevato livello delle acque sotterranee richiederà ulteriori lavori di impermeabilizzazione, oppure, su terreno roccioso, i lavori per la realizzazione delle fondazioni risultano più difficoltosi). Valutando questi fattori può risultare che un terreno «più economico» in realtà è «più costoso».
Prima dell’acquisto occorre esaminare anche la «posizione giuridica» del terreno. Occorre verificare nei registri fondiari se il terreno sia effettivamente libero per la vendita e non sia per caso gravato da debiti, ipoteca ecc. È possibile che esistano norme speciali relative al terreno, come ad es. il diritto, rispettivamente l’obbligo, di concedere il passaggio ad altri utenti, il passaggio di acqua o di condotte idriche, espropriazioni, costruzione di strade o altre condizioni (fig. 1). Dopo l’esame dei registri fondiari dobbiamo rivolgerci all’organo competente del comune per ottenere informazioni sulle possibilità di costruzione sul terreno. Lì sapremo quale edificio possiamo, rispettivamente dobbiamo, costruire in quel luogo (a piano terra, a più piani ecc.), se sia in generale consentito costruire, quali siano i piani urbanistici prospettici della zona circostante (dove verranno costruiti asili, asili nido, negozi ecc.). Se i risultati dell’analisi dettagliata del terreno sono favorevoli e se la situazione nei registri fondiari è regolare, e anche il parere dell’organo competente per l’edilizia è favorevole per noi, cioè non vi sono fattori limitanti o fatti tali da aumentare i costi di costruzione, possiamo acquistare il terreno attenendoci alle norme per l’acquisto e per il trasferimento di proprietà del terreno. Tali informazioni preliminari dettagliate ci risparmieranno successivi dispiaceri e spese inutili, e forse persino il fallimento completo del piano di costruzione.

FIGURA 1
Dopo l’acquisto del terreno è necessario ottenere il permesso di costruire. Lo scopo di questo permesso è che la costruzione dell’edificio avvenga in conformità alle norme vigenti e che il proprietario avente diritto a edificare realizzi la costruzione in modo da non ostacolare gli interessi dei proprietari confinanti e della collettività. Chi esegue la costruzione senza il prescritto permesso di costruire, in modo non professionale, deve tenere conto del fatto che l’edificio gli verrà demolito coattivamente a sue spese.
Alla domanda per il permesso di costruire va allegato anche un estratto del catasto come prova che il richiedente sia il pieno proprietario del terreno. È inoltre necessario procurarsi il piano di situazione del terreno nonché il progetto dell’edificio (planimetria e dettagli) con descrizione tecnica. È consigliabile richiedere all’autorità competente anche informazioni sulle condizioni del progetto (scala, numero di copie, ecc.) quando raccogliamo informazioni sul terreno. Progetti inadeguati spesso rappresentano un serio problema. I progetti possono essere redatti solo da istituzioni, ovvero persone, autorizzate a farlo. Non è nostra intenzione influenzare i futuri »investitori«, ma segnaliamo che presso le maggiori organizzazioni di progettazione è possibile ottenere progetti tipologici già pronti, relativamente economici, moderni ed efficienti, realizzati in più varianti, così da poter soddisfare esigenze diverse. Sulla base di questi progetti è più facile ottenere permessi di costruire che dispongano di computo metrico e preventivo.
Quando si costruisce la propria casa, ognuno ha le proprie idee. Queste idee possono essere corrette e realistiche, ma molte di esse sono irrealistiche, perché non realizzabili, antieconomiche e superate, e spesso anche di cattivo gusto. Nella stesura del progetto il progettista deve attenersi a determinati regolamenti federali, norme e prescrizioni in materia di progettazione (ad es. l’accesso al WC non può avvenire dalla cucina, è prescritta la superficie minima di un locale, l’altezza minima dei locali interni, la disposizione dei locali, i rivestimenti, le superfici delle finestre ecc. non possono essere scelti liberamente), ma allo stesso tempo deve soddisfare anche le esigenze dei singoli, rispettivamente del proprietario. Occorre apprezzare le proposte funzionali ed economiche dei progettisti relative all’impiego di elementi standardizzati (travi, porte, finestre ecc.).
Gli interessi e gli aspetti individuali possono esprimersi al meglio nella scelta e nella configurazione della facciata, nell’aggregazione degli ambienti, dei sistemi di riscaldamento, delle terrazze, dei seminterrati, degli edifici accessori ecc. Richiamiamo l’attenzione sul fatto che l’autorità competente non rilascerà il permesso di costruire sulla base di progetti non professionali e non economici, non conformi alle disposizioni per la costruzione di abitazioni, proprio nell’interesse del committente.
Quando abbiamo ottenuto il permesso di costruire, occorre prepararsi con cura alla costruzione. Una buona preparazione ci risparmierà in seguito lavori inutili. Parallelamente alla procedura per ottenere il permesso di costruire, occorre affidare a qualcuno la redazione del computo metrico estimativo e del preventivo. Sulla base del computo e del preventivo possiamo determinare la quantità necessaria di materiale da costruzione (tenendo conto anche del calo di materiale necessario). Questi documenti sono necessari anche per ottenere un prestito per la costruzione. Se abbiamo procurato anche il prestito necessario (o il denaro contante per l’inizio della costruzione), segue l’approvvigionamento del materiale da costruzione.
Il materiale è meglio procurarselo presso un’impresa commerciale. Esiste anche la possibilità di acquistare materiale già utilizzato - il che è notevolmente più economico - ma di ciò occorre senz’altro accordarsi con un esperto (e acquistarlo insieme). Infatti, i mattoni sporchi di malta creeranno in seguito difficoltà durante la muratura e l’intonacatura, perché «trasuderanno» attraverso l’intonaco e la tinteggiatura. Nelle travi di legno, nei parquet, nei pavimenti a listoni possono nascondersi funghi e insetti che, dopo un anno o due, possono causare danni enormi. Per alcune tegole è necessaria una quantità doppia di listelli, per cui è possibile che una copertura economica del tetto risulti poi più costosa. Allo stesso modo, il calcare morbido usato non sopporta il gelo, perciò non potremo usarlo per la muratura e per le fondazioni. In generale, occorre essere molto prudenti, sia che si tratti di materiali da costruzione nuovi sia di quelli vecchi, spesso economici. Bisogna sempre richiedere e conservare i documenti che attestano la proprietà, ma anche tutte le altre fatture e i documenti vanno conservati con cura.

Prima che arrivi la prima spedizione di materiali, molte cose devono ancora essere sistemate sul terreno. Se il terreno non è ancora recintato, dopo aver concordato i confini con i vicini e con i dati ufficiali, occorre erigere la recinzione. La recinzione verso la strada e il lato destro e la metà destra della recinzione posteriore, il tutto visto dalla strada, dobbiamo realizzarla noi. La recinzione laterale sinistra e la metà sinistra della recinzione posteriore appartengono al vicino di sinistra, rispettivamente al vicino posteriore. Procurandoci i documenti ufficiali sulle recinzioni eviteremo eventuali litigi futuri, e forse anche cause legali. In direzione del trasporto del materiale da costruzione è consigliabile realizzare solo una recinzione provvisoria e mobile.
Il presupposto fondamentale per la costruzione è la disponibilità di acqua sul posto, poiché il trasporto dell’acqua è costoso e complicato. Se abbiamo perforato un pozzo e l’acqua è solforosa, amara, salata o maleodorante, occorre chiedere l’aiuto di uno specialista per la perforazione di un pozzo adeguato (profondo) o per la neutralizzazione dell’acqua. L’acqua aggressiva o sporca non può essere utilizzata in edilizia, perché dopo breve tempo rovinerebbe il calcestruzzo o la malta. Occorre scavare anche una fossa per la calce, in modo che non intralci il trasporto e che sia sufficientemente distante dalle future pareti. Il fondo della fossa può essere 3 x 2 m, e la profondità 1,5 m.
È necessario anche un edificio per lo stoccaggio dei materiali, degli attrezzi e per cambiarsi. A questo scopo occorre costruire una piccola baracca provvisoria di base 3 x 3m, in legno, canne o mattoni, con possibilità di chiusura. Ma è molto meglio costruire in anticipo uno degli edifici secondari, ad esempio il ricovero per il combustibile, per il quale abbiamo anch’esso il permesso di costruire, e usarlo per il magazzino. Non dobbiamo dimenticare neppure la costruzione di un WC in un punto lontano dall’acqua. Dopo aver trasportato gli attrezzi e i materiali ausiliari (morsetti da carpentiere, corde e simili) possiamo iniziare l’organizzazione del trasporto del materiale da costruzione.
Il camion va noleggiato in modo da essere utilizzato completamente. Per i materiali sfusi occorre richiedere autocarri ribaltabili. Dobbiamo evitare il trasporto economico, ma non consentito. Il materiale consegnato va collocato nei pressi del futuro edificio, in modo da non ostacolare il trasporto successivo, perché così eviteremo spostamenti inutili. Il cemento deve essere depositato sotto tettoia oppure coperto, i mattoni disposti in cataste legate, senza rischio di lesioni, la sabbia e la ghiaia delimitate da mattoni (per evitare la dispersione). Lo spegnimento della calce è preferibile affidarlo a un esperto.
Dopo questo possiamo “marcare” il punto dell’edificio. Ciò lo farà il capomastro. Egli determinerà la posizione esatta dell’edificio sul terreno, la posizione degli angoli e i dati di quota. Dal luogo in cui sorgerà l’edificio occorre rimuovere erbacce e humus (per un eventuale uso successivo). Il terreno di costruzione deve essere pianeggiante, affinché il capomastro possa determinare con il cordino la posizione delle fondazioni. La larghezza delle trincee di fondazione si segna con paletti. Possiamo partecipare, sotto la supervisione del capomastro, anche a questi lavori, mentre lo scavo delle trincee è interamente nostro compito. Su terreno sciolto sono necessari i puntelli, mentre su terreno compatto dobbiamo realizzare le trincee esattamente secondo le dimensioni date, scalzando le pareti. Cerchiamo di livellare la terra scavata in loco, 1-2 m dalla trincea, ma il più delle volte è necessario trasportarla. Il trasporto della terra è meglio risolverlo come trasporto di ritorno del camion che porta il materiale da costruzione. Dopo lo scavo delle trincee, è meglio iniziare subito con l’esecuzione delle fondazioni (per evitare che la pioggia danneggi le trincee) (fig. 2).

FIGURA 2
Costruzione
La profondità della fondazione deve essere in ogni caso almeno 30 cm sotto il livello del terreno, sotto il limite di gelo. La fondazione più rapida e al tempo stesso più economica è il cosiddetto «pietrame galleggiante», che, seguendo le istruzioni del maestro, possiamo realizzare anche da soli. La fondazione in mattoni è molto costosa e può essere costruita solo da un esperto. Nei luoghi collinari è più adatta una fondazione in pietra. Dopo aver realizzato le fondazioni delle pareti portanti esterne, occorre eseguire le fondazioni delle pareti interne e divisorie.
Sulla base di quanto precede, con un lavoro accurato abbiamo già realizzato le fondamenta necessarie. Per un buon isolamento, il maestro posizionerà due strati di lastre isolanti bituminose 150 e tre strati di bitume caldo garantiranno una chiusura completa. Occorre prestare attenzione anche al fatto che l’isolamento sia più largo del muro di 3–10 cm e che ai giunti vi sia una sovrapposizione di almeno 15 cm. L’isolamento orizzontale dei muri portanti deve collegarsi ovunque agli isolamenti orizzontali dei muri intermedi e agli isolamenti sotto il pavimento. Molti trascurano un accurato isolamento, tuttavia l’isolamento è uno dei presupposti fondamentali per l’utilizzabilità dell’edificio (fig. 3)

FIGURA 3
L’inizio dei muri esterni principali, dei muri interni principali e delle pareti divisorie deve trovarsi almeno di 30, e ancora meglio di 40 cm, sopra il livello del terreno circostante nei pressi del livello previsto del pavimento. Possiamo aiutare molto il muratore che organizza i lavori e i cosiddetti lavori di precisione durante la muratura. Per questo è consigliabile preparare bene la muratura, una delle operazioni che richiede molto lavoro, ed elaborare in modo dettagliato e accurato il piano del suo svolgimento.
Indipendentemente dal materiale che utilizziamo per la muratura, mattoni, blocchi forati, blocchi, pietra da macerie resistente al gelo o pietra nobile lavorata, le seguenti regole d’oro valgono per ogni muratura.
- Non cerchiamo di fare tutto da soli! Una buona qualità della muratura può essere garantita solo da manodopera qualificata. Se non abbiamo appreso il mestiere del muratore, allora aiutiamo nel trasporto dei mattoni, nel passaggio, nella mescolatura e nel trasporto della malta, nel trasporto dei ponteggi, ecc. (fig. 4).

IMMAGINE 4
2. La larghezza portante necessaria della parete viene determinata dallo specialista già in fase di progettazione. Lo spessore necessario per l’isolamento termico dipende dal materiale della parete e il valore minimo di tale grandezza, in relazione alla capacità di sopportare i carichi, è regolato dalle norme. Non dobbiamo risparmiare a ogni costo sullo spessore delle pareti, perché in seguito avremo costi di riscaldamento più elevati; inoltre, sulle pareti sottili possono formarsi depositi di vapore acqueo, il che è dannoso per la salute e rovina la tinteggiatura e l’arredamento. Per le nostre condizioni termiche sono preferibili pareti in mattoni di larghezza 38 cm (senza intonaco). Le pareti in pietra dovrebbero avere almeno 50 cm di larghezza (anche per la capacità di portare i carichi). Esistono anche varie altre combinazioni di pareti, tra le quali la più nota è la combinazione di mattoni forati disposti longitudinalmente e piccoli mattoni disposti in verticale. Lo spessore di queste pareti è 33 cm, ma richiede un’esecuzione accurata dei lavori. Una buona parete è perfettamente verticale e i singoli elementi in essa sono disposti con legatura. Nelle pareti in mattoni occorre prestare particolare attenzione anche al fatto che i corsi di mattoni siano disposti in modo uniforme e orizzontale. Per mantenere le dimensioni durante la muratura, bisogna usare blocchi, listelli, corde, filo a piombo e controllare spesso la correttezza della muratura (almeno dopo 2-3 corsi).
3. Le fughe orizzontali e verticali (nel caso della pietra, oblique) dovrebbero essere di circa 1 cm e tali fughe devono essere riempite accuratamente con malta. La qualità della malta è determinata dallo specialista; di norma si utilizza malta di classe H4 o H6. Per la muratura di pilastri e camini è necessaria una malta rinforzata con cemento. La malta deve essere miscelata con grande cura in modo che non vi siano grumi di sabbia e calce. Per la preparazione della malta occorre usare calce stagionata e sabbia priva di argilla, limo e impurità.
4. Durante la costruzione, al di sopra di un’altezza di circa 1 m sono già necessarie le impalcature. Le impalcature possono essere realizzate solo da lavoratori qualificati per tale scopo, oppure vengono realizzate sulla base delle istruzioni del capomastro, e il materiale per le impalcature deve essere perfettamente idoneo, con il relativo pianale. Sulle impalcature occorre collocare assi di accesso con listelli antiscivolo. La cassa per la malta deve essere riempita in modo che durante il trasporto non si verifichino dispersioni. Poiché durante la muratura si consuma una quantità maggiore di malta, per ogni muratore occorre preparare due casse.

5. Non dobbiamo consentire disordine nel cantiere! Durante e al termine dei lavori occorre pulire i ponteggi affinché la malta sul pavimento non faccia presa. Bisogna pulire anche le cassette della malta e preparare solo la quantità di malta che verrà usata in giornata. Occorre raccogliere i mattoni caduti e pulire l’area dai detriti per liberare i percorsi di trasporto. I mattoni devono essere consegnati e disposti in modo da essere a portata di mano del muratore, facendo attenzione che il mucchio non crolli e non cada.
6. La produttività di un muratore è la posa di 800-1000 mattoni in otto ore. Se il lavoro è organizzato in modo che un operaio stenda la malta, un altro passi i mattoni, il terzo (il capomastro) li posi, cioè realizzi la muratura, e gli altri (i membri della famiglia) provvedano al trasporto del materiale, è possibile posare fino a 7000 mattoni in otto ore. In questo modo i muri portanti di una casa familiare possono essere completati in 4–5 giorni. Particolare attenzione va prestata alla corretta esecuzione dei giunti dei muri, agli angoli, ai contorni delle aperture, alla loro accurata regolazione e alla regolazione dell’ammorsamento.
7. Gli spessori delle pareti divisorie possono essere 6, 10, 12 e 25 cm (a seconda delle esigenze della struttura e della suddivisione degli ambienti). La costruzione delle pareti divisorie deve essere eseguita da un professionista, perché queste pareti devono essere inserite nelle scanalature delle pareti principali, e le pareti divisorie in blocchi devono essere inoltre dotate di rinforzi. Facciamo attenzione che lo spessore delle pareti in blocchi dei locali «umidi» (bagno, cucina) sia almeno 10 cm, poiché in seguito, durante l’esecuzione delle scanalature necessarie, le pareti di 6 cm si danneggeranno.
8. E infine alcune parole sulla tutela della salute dei partecipanti alla costruzione di una casa familiare. Nel luogo di lavoro occorre assicurare la possibilità di lavarsi, un piccolo locale per lo stoccaggio e l’asciugatura degli indumenti da lavoro sudati, olio solare (per abbronzarsi) e una crema grassa per la cura della pelle. Le mani irritate e corrose dalla malta devono essere lavate con cura, le ferite devono essere disinfettate e le vesciche vanno trattate con un unguento. Contro l’eccessiva esposizione al sole – soprattutto per coloro che non sono abituati al lavoro fisico pesante – si devono usare olio solare, un cappello a tesa larga e indumenti leggeri. I bambini devono essere tenuti lontani dal cantiere e dalla fossa per lo spegnimento della calce. Tali luoghi, attraenti per il gioco, devono essere recintati e sistemati.
Materiale da costruzione classico, il mattone è molto importante, perciò abbiamo dedicato due immagini a questo materiale per mostrarne le caratteristiche, ossia le »norme d’uso« (fig. 5 e fig. 6).

FIGURA 5
I numeri nei piccoli riquadri indicano quanti pezzi di mattone sono necessari per 1 m2 di muro di diverso spessore realizzato con mattoni di diverse dimensioni. Chi esegue da sé la costruzione potrà facilmente calcolare le superfici delle pareti dei locali progettati. Il calcolo del volume delle pareti è già più complicato e proprio per questo abbiamo indicato il rapporto tra il numero di pezzi e la superficie della parete (eccezionalmente abbiamo indicato il numero necessario di mattoni per un pilastro alto 1 m).
Nel determinare questi dati abbiamo tenuto conto anche dello spazio occupato dalla malta e, laddove il numero di pezzi per 1 m2 non era un numero intero, abbiamo arrotondato per eccesso.

FIGURA 6
Richiamiamo l’attenzione dei costruttori sul fatto che il numero necessario di mattoni agli angoli per il collegamento reciproco delle murature viene a mancare se il calcolo viene eseguito sulla base delle superfici interne. Per questo motivo, la lunghezza di una parete nell’insieme deve essere aumentata del valore dello spessore della parete. I mattoni disposti in file rappresentano solo un cumulo di materiale; solo legandoli con la malta diventeranno un muro. La malta è una miscela di calce spenta, sabbia, acqua e cemento dalla consistenza della panna.
Impiego dei vari tipi di malta
Malta di tipo H4 - per pareti poco caricate.
Malta di classe H6 - per fondazioni meno sollecitate in mattoni e pietra, per camini, per pareti divisorie e per volte.
Malta di classe H10 - per pareti portanti di spessore 25 cm e inferiore e per pilastri di base inferiore a 0,1 m2
Malta tipo H25 - per le pareti portanti degli ambienti interrati degli edifici.
Malta tipo H50 - per pilastri in mattoni con rinforzo per il caso di acque sotterranee «aggressive».
Malta tipo Н80 - per il caso di acque sotterranee »aggressive«.
Malta contrassegnata con H90 - per il caso di acque molto «aggressive».
Accanto a questi aspetti, naturalmente, sono determinanti i requisiti in termini di resistenza.
Composizione dei singoli tipi di malta
H10: 1,00 m3 di sabbia, 250 kg di cemento marca 300 oppure 0,25 m3 di calce
200 kg kg di cemento di marca 400
N25: 1,00 m3 di sabbia, 350 kg di cemento del marchio 300 oppure 0,10 m3 di calce
300 kg kg di cemento di marca 400
H4: 1,00 m3 di sabbia 0,25 m3 di calce
H4f/100h: 1,00 m3 di sabbia 100 kg cem. marca 300 0,25 m3 di calce
H4f/75n: 1,00 m3 di sabbia 75 kg cem. classe 400 0,25 m3 di calce
H4f/50 o: 1,00 m3 di sabbia 50 kg cem. marca 500 0,25 m3 di calce
H6: 1,00 m3 m³ di sabbia 175 kg marca di cemento 300 oppure 0,25 m3 m³ di calce
150 kg kg di cem. marca 400
VP/100h: 1,00 m3 di sabbia 100 kg cem. marca 300 0,33 m3 di calce
а/250 h: 1,00 m3 sabbia 250 kg cem. marca 300 —–
o/225n: 1,00 m3 di sabbia 225 kg cem. marca 400 —–
La calce con grumi, oppure la calce mal spenta, non ben mescolata e di scarsa qualità, causerà crateri sulla parete sotto forma di tracce di granuli.
Alcuni tipi di calcestruzzo
È utile conoscere le caratteristiche e alcuni tipi di calcestruzzo, con la precisazione che la resistenza del materiale legante principale, il cemento, aumenta all’aumentare dei numeri (200, 300, 400, 500). La sigla del calcestruzzo da B50 a В500 indica, invece, la sua resistenza a compressione. Ecco alcuni tipi per l’«assortimento»:
В - 50: 1,20 m3 ghiaia 150 kg cemento di classe 300 oppure 110 kg cemento di classe 400
B - 70: 1,20 m3 ghiaia 190 kg cemento marca 300 oppure 150 kg cemento marca 400
B - 100: 1,20 m3 m3 di ghiaia 250 kg cemento di classe 300 oppure 200 kg cemento di classe 400
В - 140: 1,20 m3 ghiaia 270 kg cemento marca 300 oppure 250 kg cemento marca 400
B - 200: 1,30 m3 di ghiaia 278 kg di cemento marca 500
Avendo già conosciuto meglio i mattoni e la malta, va detto anche che il modo di legare i mattoni disponendoli con la lunghezza nella direzione della lunghezza del muro si chiama corso di testata longitudinale (fig. 7, 1 parte). Esiste inoltre il corso di testa (fig. 7, 3. parte) e il cosiddetto corso a soldato (fig. 7, 4. parte) nella variante a una fila.
I mattoni possono essere tagliati a metà longitudinalmente e trasversalmente, ma sono spesso necessari pezzi di 1/4 e 3/4-esimo parte. Con questi si formano i pilastri. È molto importante che lo strato superiore dei mattoni sia spostato di mezza divisione rispetto allo strato sottostante. Questo legame garantisce la resistenza del muro. È importante anche che vi sia malta non solo tra i singoli strati, ma anche tra i singoli mattoni nello strato in direzione laterale (fig. 7, parte inferiore).

FIGURA 7
Sui corsi già realizzati occorre applicare con la cazzuola uno strato uniforme e fluido di malta dello spessore di circa 1 cm; su questo strato si dispongono i mattoni (3) e sulle estremità dei mattoni va applicata anch’essa la malta (2). I mattoni posati vanno prima portati in sede con colpi dall’alto (4), e poi anche dal lato (5) (colpi sulla testa non spalmata di malta). La malta fluida penetrerà anche nelle fughe verticali e si otterrà così un buon collegamento.
Per spaccare i mattoni a metà è utile segnare la lunghezza sul manico del martello, così potremo facilmente indicare il punto di taglio per mezzo mattone o per un quarto di mattone. Nel punto di taglio occorre tracciare una linea più profonda su entrambi i lati del mattone e, colpendo al centro della parte che si vuole staccare, il mattone si rompe. Durante questa operazione il mattone va tenuto nella mano sinistra.
Per l’intonacatura è necessaria un’esperienza ancora maggiore che per il taglio dei mattoni. Versare il contenuto della cazzuola sulla parete con un solo movimento della mano sarà difficile da imparare per chi si dedica raramente all’arte muraria. Per questo è meglio mettere la malta su un frattazzo più grande e poi, partendo dall’estremità inferiore della parete – tenendo il frattazzo in orizzontale e con un angolo di circa 20° rispetto alla parete – applicare la malta sulla superficie con una leggera pressione sulla parete (figura 8).

FIGURA 8