Archivio contenuti professionali: l’articolo conserva valori storici, classificazioni, equazioni e metodi di prova di mattoni e tegole. Le specifiche del prodotto, il calcolo statico o antincendio, l’analisi energetica, il dettaglio del tetto o le istruzioni di esecuzione non sono valide. Il progetto utilizza prodotti dichiarati, standard attuali, dati del produttore e calcoli di esperti autorizzati.
Savo Kusić oggi si concentra su finestre in legno, finestre in legno-alluminio, finestre su misura, porte e richieste di preventivo. Questo articolo resta come archivio tecnico e non rappresenta un’offerta di mattoni, tegole, opere di muratura o di copertura.
Mattoni per muratura, tubi, contenitori e altri oggetti sono stati realizzati fin dall’antichità con argilla e masse di argilla. Attraverso il riscaldamento graduale ad alte temperature e il raffreddamento graduale, le forme delle materie prime passano in corpi più o meno solidi. A causa della varietà dei depositi di argilla, i mattoni cotti possono essere realizzati in diverse qualità.
Mattoni da muro (mattoni cotti)
1. Struttura, aspetto esterno e dimensioni
Per ottenere mattoni con il minor numero di crepe possibile e con dimensioni quanto più precise possibile, alla massa grezza vengono talvolta aggiunti sabbia, scaglie di mattoni e farina di argilla secca. Le argille di alcuni siti contengono calce in grumi più grandi. Anche quando la sua quantità non è grande, la calce deve essere sufficientemente distribuita e frantumata, perché dopo la cottura può spegnersi sotto l’influenza dell’acqua che penetra nel mattone. L’aumento di volume può poi portare allo sfaldamento se il grumo di lime viene lasciato troppo grande.
L’aspetto esterno dei mattoni da parete dipende in gran parte dalla composizione dell’argilla e dalla cottura. Piccole deviazioni dalle dimensioni nominali sono importanti perché spessori e larghezze irregolari dei giunti possono influenzare significativamente la resistenza della parete. La dimensione classica di un muro di mattoni pieni nel testo originale è 250 × 120 × 65 [mm], tre quarti 185 × 120 × 65 e metà 120 × 120 × 65 mm. Le deviazioni consentite dalle dimensioni previste sono indicate come massime ± 4%.
2. Resistenza dei mattoni da parete
La verifica della resistenza nel testo viene eseguita principalmente mediante carico di compressione, poiché i mattoni per pareti vengono utilizzati principalmente per elementi da costruzione che ricevono pressione. Il mattone viene posto tra due superfici di acciaio e caricato fino alla rottura. Vengono menzionate anche le prove di flessione per favorire la produzione di mattoni senza crepe.
La tabella storica mostra le tipologie di mattoni da muro 15 divise in tre gruppi in base al peso volumetrico. Sono inoltre riportate le marcature dell’ora, il limite superiore del peso volumetrico, la resistenza minima e le condizioni di stabilità al gelo.


Test di laboratorio: Rompere un mattone sotto una pressa può provocare la fuoriuscita di frammenti taglienti. L’attrezzatura, la recinzione protettiva, il metodo di posizionamento del campione, la misurazione, la protezione personale e i criteri dei risultati devono corrispondere alla procedura valida ed essere sotto la supervisione di personale addestrato.
3. Resistenza alla compressione dei muri di mattoni
Quando diversi tipi di mattoni venivano utilizzati nelle stesse condizioni, la resistenza a compressione del muro costruito con mattoni più resistenti era maggiore. All’aumentare dello spessore dei giunti diminuisce la resistenza della parete. Giunti irregolari possono ridurre significativamente la resistenza alla compressione, per questo motivo sono importanti la forma e le dimensioni corrette dei mattoni. Il testo afferma inoltre che la resistenza a compressione diminuisce all’aumentare della sezione trasversale della parete.
La relazione tra la resistenza del mattone, della malta e della muratura per giunti uniformi e un buon legame della muratura è mostrata da un’equazione storica e da una tabella. Il rapporto tra la resistenza della parete e il carico ammissibile nel testo va da 2,7 a 4,8. Il coefficiente dovrebbe includere sollecitazioni aggiuntive dovute a carichi eccentrici e difetti di prestazione che non vengono presi in considerazione. La dimensione e = 10 kg/cm2 è data per un muro ben fatto; per un muro con difetti di esecuzione il testo prevede un valore inferiore e, se necessario, negativo.

Non è un valore di calcolo: relazioni storiche, unità ed equazioni non devono essere utilizzate per il dimensionamento delle pareti o per la valutazione della costruzione esistente. La capacità portante dipende dalle proprietà dichiarate degli elementi e della malta, geometria, collegamenti, snellezza, carico, fondazione, sismicità, umidità e qualità di esecuzione, con un calcolo valido da parte di un ingegnere autorizzato.
4. Elasticità di mattoni e muratura sotto pressione
L’elasticità dei mattoni da parete cotti varia entro ampi limiti. Il testo originale indica il modulo di elasticità con il limite inferiore a E = 100 000 kg/cm2, che è 1 GPa, per mattoni con resistenza a compressione intorno a 300 kg/cm2, che è 3 MPa; per gli altri mattoni era significativamente inferiore. Per il clinker, E è specificato fino a 4,5 GPa.
La flessibilità della malta è importante per l’elasticità della parete; la malta di calce è molto più flessibile della malta cementizia. Ulteriori contenuti dell’archivio possono essere trovati nell’articolo su incollaggio e stoccaggio del cemento.
Il modulo elastico del muro secondo i test precedenti a Stoccarda è sceso a E = 40 MPa con malta di calce ed è salito a quasi 1600 MPa con malta di cemento. Tali valori sono stati determinati su pareti in cemento e mattoni, con spessori dei giunti 10-12 mm.
5. Ritiro e rigonfiamento dei mattoni delle pareti
Il restringimento e il rigonfiamento dei mattoni delle pareti può essere maggiore di pietra naturale. Ad esempio, per i mattoni da parete a bassa resistenza, viene indicato un rigonfiamento fino a 0,19 mm/m.
6. Espansione termica e conduttività
Rispetto ad alcuni tipi di pietra naturale, ad esempio il granito, i mattoni ben cotti mostrano un’espansione relativamente piccola e graduale sotto l’influenza del calore, secondo il testo.
La conducibilità termica dipende dal tipo di mattone. I clinker di argilla sinterizzata, densi e pesanti, conducono il calore più rapidamente rispetto ai mattoni porosi e leggeri, quindi nella revisione storica i mattoni sono classificati in base alla densità apparente. La tabella mostra gli spessori delle pareti per tre zone di isolamento termico in quel momento.

Proprietà termiche: gli spessori indicati non sono prove moderne del rispetto dei requisiti energetici. Sono richiesti i coefficienti dichiarati di tutti gli strati della parete, i ponti termici risolti, l’umidità e la condensa, nonché i calcoli secondo le normative vigenti.
7. Protezione del muro tagliafuoco
Se il muro è esposto a temperature elevate, il testo afferma che la resistenza diminuisce significativamente a temperature superiori a 300 °C. I danni si verificano soprattutto durante lo spegnimento e il raffreddamento improvviso dei mattoni caldi. Una parete con intonaco facciavista viene definita più resistente, perché lo strato di intonaco rallenta il riscaldamento e il raffreddamento. A questo scopo il testo storico menziona l’intonaco di calce con gesso 10% e la pulizia delle fughe mediante raschiatura prima dell’intonacatura.
Sicurezza antincendio: la temperatura storica e la composizione della malta non sono prova della classificazione di resistenza al fuoco. La resistenza dell’assemblaggio dipende dal sistema dichiarato, dallo spessore, dalle cavità, dal carico, dai giunti, dalla penetrazione e dalla modalità di esecuzione. Una parete esposta al fuoco o al raffreddamento improvviso deve essere ispezionata da uno specialista autorizzato prima del riutilizzo.
8. Comportamento verso gli influssi chimici
Il mattone ben cotto, in particolare il mattone per facciate e il clinker, è descritto nel testo originale come resistente ai rifiuti e alle acque sotterranee. Viene menzionato anche l’uso storico di muri in mattoni cotti per proteggere gli edifici in cemento dalle acque aggressive. La durabilità di tale protezione è condizionata da mattoni senza fessurazioni e sufficiente impermeabilità, malta idonea e giunti sigillati.
Ambiente aggressivo: la scelta della protezione non si basa solo sul nome del materiale. Sono necessari l’analisi dell’acqua o del terreno, la concentrazione e la temperatura note, la compatibilità di mattoni, malta e giunti, i dettagli di penetrazione e manutenzione, insieme a un progetto per l’esposizione del calcestruzzo.
tegola
Il testo distingue diversi modi di realizzare piastrelle:
- tegola trafilata da una striscia piatta di argilla, come una tegola piana con naso - tegola o scandola - e tegola scanalata trafilata;
- piastrella in plastica di argilla pressata, compresa piastrella scanalata, scanalata e scanalata.

1. Struttura, aspetto esterno e dimensioni
Per realizzare tegole è necessaria l’argilla per mattoni preparata con cura. La struttura della frattura dovrebbe essere uniforme e finemente porosa e la superficie dovrebbe essere il più liscia possibile per ridurre la ritenzione di muschio e facilitare il drenaggio dell’acqua.
Per motivi estetici, la superficie superiore della piastrella è talvolta rivestita con un rivestimento di argilla colorata - ingobbio - che dovrebbe essere permanentemente incollato alla piastrella.
Le tegole devono avere forma e dimensioni corrette affinché il tetto sia sufficientemente chiuso in corrispondenza dei giunti. Nel testo originale si precisa che non è necessaria una chiusura ermetica, ma che le intercapedini devono consentire la ventilazione del sottotetto e l’evaporazione dell’acqua di condensa. Ecco perché in biber-crepa vengono menzionati solchi o nervature longitudinali.
2. Resistenza delle tegole
A causa delle sollecitazioni durante il trasporto, sul tetto e durante il montaggio, il testo specifica una prova di carico al centro ad una distanza di appoggio di 25 cm. Per le crêpe ai peperoni, è specificato un carico minimo di 50 kg per cinque pezzi testati.
3. Permeabilità all’acqua
Nel criterio storico è richiesto che le piastrelle sotto una colonna d’acqua di 5 cm scendano in media in media dopo 90 minut. Il testo rileva che la permeabilità di molte piastrelle diminuisce significativamente nel tempo.
4. Resistenza agli agenti atmosferici
Le piastrelle devono resistere al test del gelo. Oltre al congelamento ripetuto delle tegole bagnate, i danni possono essere causati dalla cristallizzazione dei sali solubili introdotti dall’acqua piovana. Per evitare danni, il testo suggerisce di limitare i sali solubili e di sagomare e posare le piastrelle in modo da evitare il deposito di sostanze. Si afferma inoltre che le piastrelle su una pendenza minore possono essere danneggiate più velocemente che su una più grande.
Lavori sul tetto: i criteri storici non sostituiscono la dichiarazione del produttore, la pendenza di progetto, la sottostruttura, il fissaggio, la ventilazione, i dettagli di penetrazione e la verifica del carico. Il tetto è una zona a rischio di caduta e degrado; non camminare sulle piastrelle né eseguire lavori senza un piano di accesso, una protezione anticaduta collettiva e un professionista.
Clinker per ciottoli
Per la pavimentazione di strade pubbliche, camminamenti e pavimenti di fabbriche chimiche, il testo storico descrive i mattoni cotti con elevata resistenza alla compressione e alla flessione, resistenza all’usura, dimensioni regolari e assenza di crepe grossolane formatesi durante la cottura. Le deviazioni dalle dimensioni nominali sono limitate in modo che i giunti siano uniformi e stretti e la pavimentazione sia piana.

Pavimentazione: la scelta del clinker e del supporto deve includere il carico previsto, il gelo, l’acqua e il drenaggio, la resistenza all’usura e allo scivolamento, la planarità e l’accessibilità. Per pavimenti caricati chimicamente è necessario uno speciale controllo di compatibilità del sistema completo.